Mbt 3270 Danfoss

Il carro armato nell’esercito italiano. In Italia, dopo un periodo di 25 anni di pressoché forzata inattività nel settore, inizialmente per imposizione dei vincitori, i quali avevano costretto a chiudere lo stabilimento Ansaldo Fossati (che in collaborazione con FIAT e Lancia aveva prodotto fino al 1945), si dovette giocoforza ricorrere a residuati di guerra, prevalentemente angloamericani. A partire dal 1951 si iniziò a unificare gradualmente la linea carri medi sul modello M47.

L è stato un carro armato da combattimento, progettato dalla ditta italiana OTO Melara alla fine degli anni settanta sulla base del Leopard 1 tedesco e destinato a essere commercializzato sul mercato mediorientale. Conobbe un successo limitato e l acquirente dei trentanove esemplari costruiti (comprese versioni migliorate o specializzate) furono gli Emirati Arabi Uniti: entrarono in servizio con l locale nel 1981. Il veicolo era armato con un cannone da 105mm semiautomatico, costruito dall sul modello pari calibro britannico L7, e con due mitragliatrici da 7,62mm o da 12,7mm.

In tutto il mondo, molte città stanno progettando un futuro senza auto. Il buon funzionamento della ‘circle line’ in combinazione con nuove piste ciclabili, creerà un sistema di trasporto (pubblico) molto efficace, liberando così spazi per pedoni e zone verdi. Prevediamo che l’area ‘car free’ si espanderà sempre più, influenzando tutta la città all’interno della ‘circle line’..

Secondo i messaggi pubblicitari e le ampie descrizioni contenute nel sito Web, queste calzature richiamano la forma di camminare a piedi nudi dei Masai su superfici irregolari. La condizione di continua instabilità del corpo sulle superfici plantari determinerebbe una attivazione di muscoli e articolazioni delle gambe e della schiena che in diversa situazione non verrebbero sollecitati. In pratica, stando fermi in piedi, le nostre MBT hanno suola e tacco (per così chiamarlo, in realtà non esiste) per aria, tutto il peso grava sulla parte centrale.

L TMitinerario prosegue quindi in direzione sud attraversando il fianco orientale della Marzola su tratti pianeggianti e poi in discesa, lungo un ripido e incassato tratturo. Raggiungiamo i Piani di Castagn, paesino frazione di Pergine Valsugana, poi presso uno slargo si imbocca una strada forestale (all TMaltezza di una curva), da seguire fino al piccolo ponte sul Rio Rombonos. Da qui si scende a Vigolo Vattaro e poi si sbuca sulla statale della Fricca da seguire in direzione di Trento fino alla tabella di Via Fontanelle (Croce in pietra).

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