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Il dado era tratto, dunque: la Kungliga Arméfrvaltningens Tygavdelning (Amministrazione Reale Svedese delle Risorse di Guerra) stanziò verso la metà degli anni ’50 i fondi per valutare la fattibilità di due progetti per mezzi corazzati da schierare ai suoi confini: l’ipotesi A (angloamericana) per firmare una fornitura da parte di Stati Uniti o Inghilterra per l’opportunità selezionata tra i loro carri di quell’era, dei giganti estremamente poco mobili, potenti e dal peso di circa 50 tonnellate, oppure un’ipotesi T (tedesco francese) per procurarsi in gran numero la prima generazione di remoti antenati del carro Leopard, dei veicoli da 30 tonnellate con buona corazzatura ma cannoni dal calibro comparativamente ridotto. Ad essere scelta a sorpresa, soltanto l’anno dopo l’inizio degli appalti, fu una terza strada che vedeva la produzione interna di un carro radicalmente diverso, denominato l’ipotesi S (Svedese) dal peso mediano di 39 tonnellate. Esso fu lo Stridsvagn 103 di Sven Berge, dove il 3 andava ad identificare la sua natura di terzo carro svedese con cannone da 10 cm di calibro.

Last year, Cesar Cerrudo, an Argentine security researcher and chief technology officer at IOActive Labs, demonstrated how 200,000 traffic control sensors installed in major hubs like Washington; New York; New Jersey; San Francisco; Seattle; Lyon, France; and Melbourne, Australia, were vulnerable to attack. Mr. Cerrudo showed how information coming from these sensors could be intercepted from 1,500 feet away or even by drone because one company had failed to encrypt its traffic..

Faccio fuoco con tutto quello che ho, rischiando i mezzi leggeri (ma anche i BMP) per far sprecare opfire al nemico. La parte del leone la fanno i T 84, che umiliano i Leopard 2A4+ e i Rosomak. Cadono (mi pare) 3 Leopard, 2 Rosomak 2, 2 BMP polacchi, 2 APC leggeri.

Il testo della lettera non solo riportava le caratteristiche salienti di queste creature (veloci, notturne, carnivore, velenose) ma includeva anche una foto di uno dei nostri militari in Iraq con in mano due ragni lunghi una quarantina di centimetri, che tentavano di divorarsi l’un l’altro. I servizi segreti di disinformazione del paese passarono immediatamente alla controffensiva: CIA, FBI, NSA e un mucchio di altre organizzazioni talmente segrete da non avere neppure una sigla si diedero un sacco da fare per insabbiare in fretta tutta la faccenda e nel giro di un paio di giorni la mail venne bollata come falso. Un gran numero di zoologi perse tempo a spiegare ai civili che quelli nella foto non erano altro che banalissimi ragni cammello, una specie del tutto innocua di aracnidi, e che le loro straordinarie dimensioni erano il frutto di un gioco prospettico e dell’aberrazione fotografica..

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