Mbt Masai Barfuss Technologie

Questa versione comprende tutti i diciotto carri del secondo lotto richiesto dagli Emirati Arabi Uniti. Rispetto alla versione base, il sistema di mira disponeva di un mirino telescopico OG14 L2A da 8 ingrandimenti, di uno stabilizzatore per il cannone da 105mm e di sensori per la velocità del vento, la temperatura del propellente delle granate e la temperatura ambientale. Il periscopio del comandante, regolabile per la visione diurna o notturna, era auto stabilizzante e veniva asservito alla buoca da fuoco durante le operazioni di sparo; anche il cannoniere ebbe una più ricca dotazione, poiché ebbe un apparato di osservazione da 7 e 14 ingrandimenti che incorporava un mirino telescopico da 8 ingrandimenti e un telemetro laser, coassiali al pezzo.

I partecipanti al gruppo MBT hanno effettuato 18 mesi di terapia basata sulla mentalizzazione e una volta dimessi hanno frequentato per altri 18 mesi un gruppo di MBT. Il gruppo di controllo ha effettuato la terapia psichiatrica standard. A otto anni dall’inizio dello studio e 5 anni dopo il completamento della terapia basata sulla mentalizzazione risulta che i pazienti del gruppo MBT hanno tratto dalla terapia dei giovamenti significativamente maggiori rispetto ai pazienti del gruppo di trattamento standard..

Il dado era tratto, dunque: la Kungliga Arméfrvaltningens Tygavdelning (Amministrazione Reale Svedese delle Risorse di Guerra) stanziò verso la metà degli anni ’50 i fondi per valutare la fattibilità di due progetti per mezzi corazzati da schierare ai suoi confini: l’ipotesi A (angloamericana) per firmare una fornitura da parte di Stati Uniti o Inghilterra per l’opportunità selezionata tra i loro carri di quell’era, dei giganti estremamente poco mobili, potenti e dal peso di circa 50 tonnellate, oppure un’ipotesi T (tedesco francese) per procurarsi in gran numero la prima generazione di remoti antenati del carro Leopard, dei veicoli da 30 tonnellate con buona corazzatura ma cannoni dal calibro comparativamente ridotto. Ad essere scelta a sorpresa, soltanto l’anno dopo l’inizio degli appalti, fu una terza strada che vedeva la produzione interna di un carro radicalmente diverso, denominato l’ipotesi S (Svedese) dal peso mediano di 39 tonnellate. Esso fu lo Stridsvagn 103 di Sven Berge, dove il 3 andava ad identificare la sua natura di terzo carro svedese con cannone da 10 cm di calibro.

Anche la clutch di To be G è rossa, in pelle con dettagli di metallo, rossa la cintura di Dekher. Per lui gemelli di Murano di Pal Zileri. E per finire un tocco di rosso sulle labbra: 16 ore di baci non stop di l. Il marchio commerciale dietro cui si nascondeva la cosca era quello della Betuniq, di proprietà della Uniq Group Limited. Azionista di quest’ultima, oltre a un’impresa diretta da Gennaro, è la Gvm Holdings, una fiduciaria controllata da David Gonzi, avvocato e figlio dell’ex premier locale Lawrence Gonzi. Presenza eccellente, quella di Gonzi Junior, che si ritrova in numerose altre società del gruppo mafioso.

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