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L’ illusione di conquistare glutei perfetti e postura corretta semplicemente andando a fare shopping (naturalmente con le nuove icone ai piedi). Peccato che uno studio realizzato dall’ Università del Nevada e presentato all’ American college of sports medicine, ha messo in dubbio la faccenda. Un esperimento su alcune studentesse, fatte camminare per 10 minuti sul tapis roulant indossando alternativamente scarpe tradizionali e basculanti, ha dimostrato che attivazione dei muscoli e numero delle calorie bruciate era sostanzialmente identico: a prescindere dalla calzatura.

Il più datato di questi trattamenti medici, ma ancora uno dei più efficaci, è la mesoterapia: attraverso numerosi piccoli aghi (o un solo ago sottilissimo) viene iniettato sottopelle un farmaco o un mix di farmaci. In teoria, l’uso dell’ago singolo consente di provocare meno dolore alla paziente, riduce l’estensione dei lividi che normalmente si presentano dopo il trattamento, e abbassa il rischio di toccare per errore nei o capillari. Una versione più soft è la microterapia, che si effettua applicando sulla pelle un piccolo dispositivo a ventosa nella cui cavità è presente un minuscolo ago.

Nella pallacanestro, come in tutti gli sport di squadra, educare i giocatori ad osservare l’evolversi del gioco e ad orientare l’attenzione sulle informazioni rilevanti è uno degli obiettivi principali dell’allenamento. Dopo un rapido esame delle varie fasi del processo attentivo, si trattano le sue caratteristiche in età evolutiva, durante la quale lo sviluppo dell’accuratezza elaborativa appare come un processo che richiede al bambino l’acquisizione progressiva di abilità cognitive che hanno a che fare con l’organizzazione mnestica delle informazioni (memoria sensoriale, memoria a breve termine o di lavoro, MBT; memoria a lungo termine, MLT). I bambini presentano una minore abilità nel riconoscere uno stimolo e nel codificarlo; appaiono più lenti sia nell’inviare sia nel richiamare informazione dalla MLT; presentano maggiori difficoltà ad integrare la MLT e MBT.

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Si occupa di valutazione,Memoria a breve termine (MBT) e memoria a lungo termine (MLT)L’abbandono di una concezione monolitica, a favore di una prospettiva teorica multicomponenziale, risale agli anni Sessanta, quando l’approccio dello Human Information Processing favorì il proliferare di dati a favore della distinzione tra un sistema di memoria a breve termine (MBT) e uno a lungo termine (MLT).Questi due sistemi di memoria differiscono in particolare per la modalità di processamento dell’informazione: la MBT privilegia le caratteristiche fisiche dello stimolo, l’organizzazione sensoriale, mentre la MLT ne privilegia il significato, l’organizzazione semantica, per la capacità di immagazzinamento (pochi elementi ritenuti nella MBT, numerosi invece nella MLT), per la durata della traccia mnesica (pochi secondi per la MBT, tutta una vita per la MLT).La memoria a lungo termine, infatti, assicura il ricordo di quantità maggiori d’informazione per periodi di tempo molto lunghi, senza limiti ben definiti. Questo è spiegabile se consideriamo che la formazione delle memorie a lungo termine richiede cambiamenti stabili nell’efficacia della trasmissione sinaptica e, molto probabilmente, anche nel numero di sinapsi che si stabiliscono fra neuroni di vari centri del cervello.

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