New Mbt Leopard Ri

L inglese ad agitarsi in modo particolare. Altri se ne preoccupano molto meno perch Armata non prometta di essere un mezzo formidabile, ma perch dubitano che i russi possano permettersi di fabbricarlo in numero sufficiente per diventare un pericolo. Per ora, ne esistono solo venti esemplari, tutti piattaforme di prova.

Ottime le prestazioni di tutti. Domenico dell stato il migliore di noi, con 3.11 nonostante crampi e nausea (visto, si pu resistere), Luca De Luca (sabato allo stadio ospite di Zola per la sua associazione benefica) appena sopra le 3.30, Stefano Ramini in 3.40, poi Andrea Manenti che per un respiro non si migliorato chiudendo comunque con un bel 3.48 e via gli altri sino a me, stop dopo le 5 ore (5.15, pare, peggior prestazione personale e il grande Michele Pozzessere, MjPoz, che oltre a togliermi l posto per un ginocchio malconcio gestisce con un sorriso esagerato la cosa. Spettacolo.

Le sue caratteristiche di armamento, protezione e mobilità si riflettono sul fattore peso, che negli anni Cinquanta e fino agli anni Sessanta veniva assunto come criterio per una distinzione in carri leggeri, medi e pesanti. In seguito, i principali eserciti hanno concentrato il loro interesse su un carro di medio tonnellaggio, definito nella terminologia militare internazionale come MBT (Main Battle Tank, “carro da combattimento di base”), in Francia char de combat, in Germania Kampfpanzer, in Spagna Carro de combate (già Tanque) e in URSS più semplicemente TANK. Sono i mezzi di questa classe che costituiscono attualmente il nerbo di tutti gli eserciti di una certa importanza.

Infine l’editor. L’approccio, rispetto al capostipite, ci è sembrato assai più intuitivo ed immediato e, se questa è la direzione intrapresa, possiamo confidare che diverrà uno strumento adoperato da un numero sempre maggiore di utenti. La possibilità di predisporre gruppi di unità e checkpoint con pochi click del mouse è fenomenale.

Questo mezzo, armato di un cannone 90/50, possedeva buone qualità tattiche, ma presentava l’inconveniente di un’autonomia eccessivamente ridotta. In vista di una sua sostituzione, nel 1965, ci si orientò (anche per motivi di convenienza politico finanziaria) sul modello M60A1, sempre di costruzione USA, importandone 100 esemplari e costruendone altri 200 su licenza presso la ditta OTO Melara. Poiché tuttavia questo carro, per la sua eccessiva altezza di sagoma, rendeva difficoltoso il trasporto ferroviario, gli si preferì poco dopo il Leopard 1, importandone un primo lotto e acquistandone la licenza di produzione, purtroppo limitata alle modifiche apportate entro il 1972 (data in cui i primi Leopard italiani uscirono dalle catene di montaggio di La Spezia).

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