Que Es La Ortodoncia Mbt

Oltre all’ipossia, è soprattutto la velocità di salita in quota a mettere a dura prova le capacità di adattamento dell’organismo umano e quindi sembra essere proprio essa a rappresentare un fattore collegabile al concetto di estremo. Dalle esperienze dell’uomo che ha affrontato in vario modo l’alta quota, possiamo ricavare alcune lezioni: affrontare l’estremo significa risolvere il problema della sopravvivenza; esistono due tipologie di persone che affrontano l’estremo: coloro che lavorano in condizioni estreme ed i turisti; l’organismo umano ha notevoli capacità di adattamento all’ambiente; tali capacità possono essere allenate; la natura seleziona gli individui più adatti all’ambiente; il superamento del limite è a volte una questione di tecnica; talvolta la pratica smentisce le convinzioni scientifiche; la tecnologia rende possibile il superamento del limite e rende fruibile per tutti il suo superamento; le attrezzature ultra moderne possono dare una falsa sensazione di sicurezza; le caratteristiche psicologiche sono uniche e determinanti; se si tratta veramente di estremo, il limite è assai prossimo ed il rischio è molto elevato. Il concetto di estremo è legato a quello di sopravvivenza e viene continuamente messo in discussione dall’evoluzione dei materiali, delle tecniche e dell’allenamento.

Inizio questo post chiedendo lumi su cosa sto sbagliando. Questa settimana mi aspettavo un buon calo, non ho sgarrato, mi sono mossa molto, faccio le scale 6/7 volte al giorno, durante il lavoro non sono stata mai seduta (sono impiegata in un magazzino ricambi e per due settimane dovro gestirlo da sola) e ho usato le scarpe della Mbt (cosi sollecito i muscoli ). Il nostro corpo non è una macchinetta a gettoni, è un organismo complesso.

Con una significativa differenza dalla tradizione: l’occhio attento di una spia, assai probabilmente, l’avrebbe notato pressoché immediatamente: la bocca di fuoco da 105 mm di cui è dotato l’implemento misterioso, un cannone della BOFORS allo stato dell’arte, risulta incastrato saldamente tra le piastre d’armatura frontale, inclinata e spessa fino a 337 mm. Non soltanto, dunque, esso non può ruotare, ma neppure modificare l’alzo per sparare in alto oppure in basso. Esso è, per tutti gli aspetti e sotto ogni punto di vista, totalmente fisso in quella direzione.

L’armamento era scarso, la corazzatura insufficiente, la mobilità su terreni accidentati risultava molto difficile. Durante la Seconda Guerra Mondiale i carri L si dimostrarono inadeguati su tutti i fronti. In Nord Africa operarono quasi cinquecento di questi carri e furono quasi tutti annientati già agli inizi del 1942.

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