Russian T-72B Mod 1990 Mbt

Era servito da due serbatoi capaci in totale di 1.000 litri di gasolio, incassati ai lati. La coppiagenerata era trasformata da un apposito convertitore, permettendone il transito nel cambio planetario a quattro marce avanti e due retromarce: ogni marcia era selezionabile tramite sollecitazione elettroidraulica, comandata da una leva al posto di guida. La trasmissione ZF idraulico meccanica non era collegata direttamente al motore, poiché era frapposta una frizione indipendente: questa aveva lo scopo di facilitare la messa in moto del carro, avviando solo il propulsore senza stressare lo starter anche con la trasmissione.

Definito in patria come più potente carro armato del pianeta (utilizzato anche lo slogan combattere su Marte in riferimento ai nuovi supercondensatori per l a freddo del motore diesel a meno 50 gradi), è un MBT da 48/50 tonnellate (Abrams e Challenger II ne pesano circa settanta) propulso da un motore diesel a dodici cilindri da 1500 cavalli che gli conferisce una velocità massima di 90 km/h con autonomia di 500 km. Le linee pulite del nuovo carro armato rappresentano il principale cambiamento rispetto alla tradizione russa. La caratteristica fondamentale del nuovo MBT è la torretta totalmente automatizzata e digitalizzata.

Data la sua limitata capacità di ricezione ed elaborazione, la MBT trattiene, codifica e archivia una parte delle informazioni, che viene inviata nella MLT, mentre un’altra parte viene ‘cancellata’ per far posto a nuove informazioni. Sulla scorta, tra l’altro, delle ipotesi ricavate dalla grammatica generativa di Chomsky, la ricerca sperimentale ha infatti accertato che in si conserva il prodotto di una codifica, la quale sottopone le informazioni a un trattamento in base a regole grammaticali e sintattiche. Questa funziona da centrale di regolazione e di controllo dei flussi di informazione in ingresso (input) e in uscita (output) dai magazzini della .

Ai mezzi standard si aggiungono anche i prototipi mai realizzati in serie, aggiunti dal dev team per donare quel pizzico di stile e pepe in più. Storicamente parlando, la nota più curiosa è che la Cina raramente ha costruito i carri armati con i quali andò in guerra, facendo invece affidamento sull’esperienza dei paesi tecnicamente più avanzati e prosperi, in particolar modo il Giappone, nonostante gli aspri conflitti e le tensioni avute dal 1937 fino al 1945, e la Russia.Il WZ 132 è uno dei carri nostrani, prodotto dalla NORINCO (China North Industries Corporation) e primo a essere realizzato interamente in Cina, appartenente alla famiglia dei light tank: con i suoi 60 Km/h di velocità massima è forse uno dei carri più veloci tra i vari tier del nuovo tech tree, adatto a veloci incursioni durante le quali non dovremo però mostrarci al nemico, quanto tentare una rapida ritirata per proteggere il mezzo. Il Type 97 Chi Ha è sicuramente uno dei carri più interessanti di quelli che abbiamo potuto provare con mano durante il nostro test: di origine e produzione giapponese, per lo più ricordato per aver partecipato alla seconda guerra mondiale sotto la bandiera dell’Impero del Sol Levante, il Chi Ha è un mezzo molto ben bilanciato, non velocissimo ma comunque maneggevole e pratico.

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